giovedì 14 ottobre 2010

CLASS ACTION

CLASS ACTION

giustizia alternativa

Dopo numerose proroghe dal 1 gennaio 2010 è stata introdotta anche in Italia la Class Action. La nuova disciplina prevista dall’art. 140 bis del Codice del Consumo, consente a consumatori o utenti che abbiano subito danni derivanti da prodotti difettosi o pericolosi, oppure da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, di promuovere un’azione collettiva nei confronti dell’impresa responsabile per ottenere il risarcimento: tutti coloro che si trovino nella stessa situazione di chi ha promosso la causa potranno, successivamente all’introduzione dell’azione collettiva, aderire all'azione stessa, facendo valere i propri diritti.


Le associazioni dei consumatori hanno più volte espresso perplessità sulla versione definitiva della disciplina, e in particolare, sulla mancata retroattività, che lascia fuori i risparmiatori che hanno subito danni dal fallimento della Parmalat o chi è rimasto coinvolto nel caso Cirio.

Tuttavia, riteniamo sia un primo passo fondamentale a tutela dei Consumatori.

Per ulteriori informazioni rivolgetevi alle sedi della Lega Consumatori


POVERTA IN ITALIA

LA POVERTA' IN ITALIA:

LA POVERTA' IN ITALIA: DATI EMERSI DAL PROGETTO
Il Progetto “Rendiamoci Conto” impegna la Lega Consumatori in un ampio orizzonte di interventi da porre in essere a tutela dei cittadini consumatori e utenti. Per fare tutto questo è necessario indagare la realtà e conoscere la condizione delle persone di riferimento e come Movimento educativo e sociale a fondamento cristiano quale l’associazione vuol essere, per partire dalla condizione degli ultimi.

Il nostro approccio si basa essenzialmente sui dati Istat.



LA POVERTA’ RELATIVA IN ITALIA

Le persone residenti che in Italia si trovano in condizioni di povertà sono stimate in 8.078.000, il 13,6% della popolazione e rappresentano 2.737.000 famiglie pari all’11,3% del totale famiglie italiane.

La definizione della condizione di povertà relativa viene fatta su base convenzionale. La soglia o linea di povertà è costituita per una famiglia di due persone da una soglia di spesa mensile pari, per il 2008, a €.999,67 per persona (più 1.4) rispetto alla soglia del 2007. Una persona che presenti una spesa mensile inferiore alla soglia indicata entra a far parte dell’area della povertà relativa.





DIFFUSIONE DELLA POVERTÀ IN ITALIA E LA DIFFERENZA TRA NORD E SUD

La percentuale nazionale del 13,6% si riparte nel seguente modo: Nord - 4.9, Centro - 6,7, Mezzogiorno - 23,8 %. Il dato sociale drammatico è che la povertà relativa nel Mezzogiorno è quasi 5 volte superiore a quella del resto del paese.



LA POVERTA’ COLPISCE SOPRA TUTTO LA FAMIGLIA

Sono colpite soprattutto le famiglie formate da una coppia (specie anziana), il 19,6%. Le più colpite sono le famiglie con 3 o più figli a carico di età inferiore ai 18 anni che salgono al 27.2% e nel Mezzogiorno esse arrivano al 38,8%.



IL RAPPORTO TRA POVERTA’ E LAVORO

La media sale al 14,5% quando a capo della famiglia c’è una persona occupata operaio o assimilato. Nella famiglia nella quale il capo è in cerca di lavoro la media sale al 33.9% e quando in cerca di lavoro sono due componenti si giunge al 44,3%. Per converso la media italiana delle famiglie in condizione di povertà relativa scende al 9,6% quando nessun componente è alla ricerca di una occupazione. L’incidenza percentuale più elevata si ha quando non ci sono componenti occupati, cassaintegrati o pensionati e la percentuale sale fino al 49,6%. Infine quando la famiglia ha tutti i componenti occupati la media scende al 4%.



LA DIFFUSIONE DELLA POVERTA’ NELLE REGIONI ITALIANE

Nell’ordine:

Sicilia 28,8%, Basilicata 28,8%, Campania 25,3%, Calabria 25%, Molise 24,4%, Sardegna 19,4%, Puglia 18,5%, Abruzzo 15,4%, Lazio 8,2%, Valle d’Aosta 7,6%, Friuli Venezia Giulia 6,4%, Liguria 6,4%, Umbria 6,2%, Trento 5,8%, Bolzano 5,7%, Marche 5,4%, Toscana 5,3%, Veneto 4,5%, Lombardia 4,4%, Emilia Romagna 3,9 %.



GLI INDICI DI PEGGIORAMENTO DELLA REALTÀ

Il peggioramento della condizione delle persone residenti in Italia tra il 2007 e il 2008 si registra nelle tipologie familiari che sono più esposte alla diffusione della povertà. Cresce la povertà relativa per le famiglie più ampie. Quelle con quattro componenti passano nell’area della povertà dal 14,2 al 16,7%, le famiglie con 5 componenti passano dal 22,4 al 25,9%. Le coppie con due figli dal 14,9 al 16,2%; queste coppie con figli minori dal 15,5 al 17,8%. Le famiglie con almeno un componente in cerca di occupazione passano dal 23,7 del 2007 al 31% del 2008.



LA POVERTA’ ASSOLUTA

Nel 2008 le persone in condizione di povertà assoluta sono state 2 milioni 893 mila il 4,9% della popolazione composta da 1.126.000 famiglie. Esse rappresentano il 4,6% delle famiglie residenti in Italia. La stima dell’incidenza della povertà assoluta viene calcolata in base alla soglia di povertà che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e di servizi. Esso è rappresentato nel contesto italiano dai beni e servizi necessari ad una famiglia determinata ritenuti essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile. La soglia di povertà assoluta si differenzia per dimensione, e composizione sia per età della famiglia, sia per ripartizione geografica, sia per ampiezza demografica del comune di residenza. La famiglia con una spesa pari o inferiore alla soglia stabilita viene classificata come assolutamente povera.

Ad esempio un adulto (18- 59 anni) che vive solo è considerato assolutamente povero se la sua spesa mensile è pari o inferiore a 750,26 euro mensili se risiede in area metropolitana del nord; 674,13 euro se risiede in un piccolo comune del settentrione, €.502,69 se risiede in un piccolo comune del meridione.



LE FAMIGLIE PIU’ COLPITE DALLA POVERTA’ ASSOLUTA

Come prima accennato le famiglie in condizioni di povertà assoluta rappresentano in Italia il 4,6% delle famiglie italiane. Tale media sale per le famiglie più ampie:

a) al 9,4% per le famiglie con almeno 5 persone;

b) all’11% per le Famiglie con almeno 5 persone a carico

c) per le famiglie con a capo un operaio o assimilato si passa al 5,7%

d) quando il capofamiglia è disoccupato si sale al 14,5%

e) quando non sono presenti né occupati ne ritirati dal lavoro si sale fino al 19,9%




versione stampabile

* LA POVERTA' IN ITALIA:
* LA POVERTà ALIMENTARE IN ITALIA: LOTTA ALLO SPRECO E GESTIONE DELLE ECCEDENZE
* LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE
* A SARZANA APRE LO SPORTELLO DEL CONSUMATORE


Telefono 0832/910743
Mail legaconsumatori@libero.it

BONUS ENERGIA ELETTRICA E GAS

BONUS GAS E ELETTRICITA'

energia
CHE COS'E'IL BONUS SULLA BOLLETTA DEL GAS?



E' una riduzione sulle bollette del gas riservata alle famiglie a basso reddito e numerose. Il bonus è stato introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia, con la collaborazione dei Comuni. Il bonus vale esclusivamente per il gas metano distribuito a rete (e non per il gas in bombola o per il GPL), per i consumi nell'abitazione di residenza.

CHI HA DIRITTO AL BONUS GAS

Il bonus può essere richiesto da tutti i clienti domestici che utilizzano gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale, se in presenza di un indicatore ISEE:


* non superiore a 7.500 euro,

* non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico).


QUANTO VALE IL BONUS GAS

Il bonus è determinato ogni anno dall'Autorità per consentire un risparmio del 15% circa sulla spesa media annua presunta per la fornitura di gas naturale (al netto delle imposte). Il valore del bonus sarà differenziato:


* per tipologia di utilizzo del gas (solo cottura cibi e acqua calda; solo riscaldamento; oppure cottura cibi, acqua calda e riscaldamento insieme);

* per numero di persone residenti nella stessa abitazione;

* per zona climatica di residenza (in modo da tenere conto delle specifiche esigenze di riscaldamento delle diverse località);


Ad esempio, per l'anno 2010, il bonus può variare da un minimo di 26 euro ad un massimo di 164 euro per le famiglie con meno di quattro componenti, oppure da un minimo di 41 euro ad un massimo di 236 euro per le famiglie con più di 4 componenti. vedi tabelle..

COME RICHIEDERE IL BONUS GAS



Il bonus può essere richiesto dal 15 dicembre 2009. Per fare domanda occorre compilare gli appositi moduli e consegnarli al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune (ad esempio i Centri di Assistenza Fiscale CAF). I moduli sono reperibili sia presso i Comuni, sia sui siti internet dell'Autorità per l'energia o del Ministero dello Sviluppo Economico (www.sviluppoeconomico.gov.it), sia sul sito Anci (www.bonusenergia.anci.it ).



CHE COS'E'IL BONUS SULLA BOLLETTA ELETTRICA?

E' uno strumento introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia con la collaborazione dei Comuni , per garantire alle famiglie in condizione di disagio economico e alle famiglie numerose un risparmio sulla spesa per l'energia elettrica. Il bonus elettrico è previsto anche per i casi di disagio fisico, cioè per i casi in cui una grave malattia costringa all'utilizzo di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.

CHI HA DIRITTO AL BONUS ELETTRICO




Possono accedere al bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, con potenza impegnata fino a 3 kW per un numero di familiari con la stessa residenza fino a 4, o fino a 4,5 Kw, per un numero di familiari con la stessa residenza superiore a 4, e:


* appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 7500 euro;

* appartenenti ad un nucleo familiare con più di 3 figli a carico e ISEE non superiore a 20.000 euro

* presso i quali viva un malato grave che debba usare macchine elettromedicali per il mantenimento in vita. in questo caso senza limitazioni di residenza o potenza impegnata.


QUANTO VALE IL BONUS ELETTRICO

Nel caso di famiglie in condizioni di disagio economico e per le famiglie numerose, il bonus consente un risparmio pari a circa il 20% della spesa annua presunta (al netto delle imposte) per una famiglia tipo. Il valore è differenziato a seconda del numero dei componenti della famiglia.

per l'anno 2010 è di:


* 56 euro per una famiglia di 1 o 2 persone

* 72 euro per 3 o 4 persone

* 124 euro per più di 4 persone

* per i soggetti in gravi condizioni di salute il valore del bonus per l'anno 2009 è di 138 euro.


COME RICHIEDERE IL BONUS ELETTRICO

Per richiedere il bonus occorre compilare l'apposita modulistica e consegnarla al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune ( ad esempio i centri di assistenza fiscale CAF). I moduli sono scaricabili da questa pagina o reperibili presso i Comuni o sul sito del Ministero per lo Sviluppo economico.

logo sportello per il consumatore




versione stampabile

* BONUS GAS E ELETTRICITA'
* INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
* SPORTELLO PER IL CONSUMATORE DI ENERGIA


Telefono 0832/910743
Mail legaconsumatori@libero.it

ETICHETTE

CONSUMATORI: VARIE TIPOLOGIE DI ETICHETTE

ALIMENTAZIONE

L’etichetta è la carta d’identità di un prodotto e deve sempre contenere:

- la denominazione esatta del prodotto

- gli ingredienti

- gli additivi

- il nome del produttore o distributore e il luogo di produzione

- la data di scadenza

- la quantità





Nell’etichetta sono obbligatoriamente elencati tutti gli ingredienti che compongono il prodotto.

L’elenco deve rispettare un ordine decrescente in base alla quantità degli ingredienti: al primo posto quello in quantità maggiore e via via quello presente in quantità minore, così da offrire un’idea della composizione del prodotto,permettere di scoprire la presenza di sostanze più o meno gradite ed effettuare un confronto con prodotti analoghi.

Se si tratta di alimenti composti da un solo ingrediente, non è necessario che sia specificato, perché risulta comprensibile già dalla denominazione del prodotto.

Tra gli ingredienti sono compresi anche gli additivi e, vista la loro minima quantità, sono segnalati per ultimi.



PRODOTTI SFUSI



Sui prodotti sfusi non possiamo trovare l’etichetta e allora per rintracciare tutte le informazioni utili a conoscere il prodotto da acquistare si devono leggere gli appositi cartelli.

I prodotti non confezionati sono infatti obbligatoriamente muniti di un cartello che indica:

· La denominazione commerciale del prodotto

· L’elenco degli ingredienti

· Le modalità di conservazione per i prodotti particolarmente deperibili

· La data di scadenza se si tratta di paste fresche o con ripieno

· Il titolo alcolometrico se superiore all’1,2% vol.

· La % di glassatura, considerata tara per i prodotti congelati, glassati

Per i prodotti alimentari preincartati dal commerciante per la vendita self-service, le informazioni sopra riportate possono essere messe sul solo cartello, purché sul contenitore o sull’involucro sia precisato il peso netto dell’alimento.

Per i prodotti di panetteria, pasticceria, gelateria e gastronomia l’elenco degli ingredienti può essere riportato su un unico cartello, esposto bene in vista ed agevolmente consultabile dal consumatore. Per le bevande vendute mediante spillatura, il cartello può essere applicato sull’impianto.

Nell’elenco degli ingredienti devono essere indicati: i coloranti, i conservanti, gli antiossidanti, gli antischiumogeni, gli emulsionanti, gli addensanti, i gelificanti, gli stabilizzanti, gli esaltatori di sapidità, gli acidificanti,i correttori di acidità, gli antiagglomeranti, gli edulcoranti, le polveri lievitanti, gli agenti di rivestimento, i rassodanti, gli umidificanti, il gas propulsore, seguiti da un nome specifico o dal numero CEE. Gli oli ed i grassi raffinati devono avere la dicitura con la qualifica d’origine: vegetale o animale.

Nel caso di oli e di grassi idrogenati tale lavorazione viene indicata.



I MARCHI DI QUALITA'



Per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari, l’Unione Europea ha stabilito il riconoscimento di due particolari marchi di qualità: DOP e IGP.

La sigla DOP (denominazione di Origine Protetta) estende la tutela del marchio nazionale DOC (Denominazione di Origine Controllata) a tutto il territorio europeo e, con gli accordi internazionali GATT, anche al resto del mondo.

Il marchio designa un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità e caratteristiche siano essenzialmente, o esclusivamente, dovute all’ambiente geografico (termine che comprende i fattori naturali e quelli umani).

Tutta la produzione, la trasformazione e l’elaborazione del prodotto devono avvenire nell’area delimitata. 101 sono i prodotti d’origine protetta.

La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) introduce un nuovo livello di tutela qualitativa che tiene conto dello sviluppo industriale del settore, dando più peso alle tecniche di produzione rispetto al vincolo territoriale.

Quindi la sigla identifica un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità, reputazione e caratteristiche possono ricondursi all’origine geografica, e almeno una fase della produzione, trasformazione ed elaborazione avviene nell’area delimitata. Entrambi questi riconoscimenti comunitari costituiscono una valida garanzia per l’acquisto di alimenti di qualità, che devono rispondere a determinati requisiti e sono prodotti nel rispetto di precise discipline. Costituiscono inoltre una tutela anche per gli stessi produttori, nei confronti di eventuali imitazioni e concorrenza sleale.

Tra i marchi di qualità si può inoltre trovare:

la sigla STG (Specialità tradizionali garantite); è un riconoscimento del carattere di specificità di un prodotto agro-alimentare, inteso come elemento od insieme di elementi che, per le loro caratteristiche qualitative e di tradizionalità, distinguono nettamente un prodotto da altri simili. Ci si riferisce, quindi, a prodotti ottenuti secondo un metodo di produzione tipico tradizionale di una particolare zona geografica, al fine di tutelarne la specificità. Sono esclusi da questa disciplina i prodotti il cui carattere peculiare sia legato alla provenienza o origine geografica; questo aspetto distingue le STG dalle DOP e dalle IGP.

Abbondanza di marchi si trova sui vini:

- la sigla DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) indica il riconoscimento di un particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale ed internazionale. Questi vini vengono sottoposti a controlli più severi, debbono essere commercializzati in recipienti di capacità inferiore a cinque litri e portare un contrassegno dello Stato che dia la garanzia dell’origine, della qualità e che consenta la numerazione delle bottiglie prodotte. Oltre alle condizioni previste per la certificazione DOC è obbligatorio l’imbottigliamento nella zona di produzione ed altre condizioni più restrittive.

- la sigla DOC (Denominazione di Origine Controllata) è un riconoscimento di qualità attribuito a vini prodotti in zone limitate (di solito di piccole/medie dimensioni), recanti il loro nome geografico. Di norma il nome del vitigno segue quello della DOC e la disciplina di produzione è rigida. Tali vini sono ammessi al consumo solo dopo accurate analisi chimiche e sensoriali.

- la sigla IGT (Indicazione Geografica Tipica) costituisce un riconoscimento di qualità attribuita ai vini da tavola caratterizzati da aree di produzione generalmente ampie e con disciplinare produttivo poco restrittivo. L’indicazione può essere accompagnata da altre menzioni, quali quella del vitigno. I vini IGT sono gli omologhi dei francesi “Vin de Pays” e dei tedeschi “Landwein”.

- la sigla è utile al consumatore per conoscere la zona di produzione della bevanda: si tratta in sostanza di vini ottenuti da uve determinate e provenienti da territori ben definiti. Tale qualifica, comunque, non obbliga i viticoltori ad apporre altre menzioni sull’etichetta (come, ad esempio, il vitigno di provenienza), né li costringe a vincoli di produzione troppo restrittivi. Prima dell’entrata in vigore della legge 164/92 si chiamavano vini a Indicazione Geografica ed il riconoscimento era annuale. La delimitazione della zona di produzione è più ampia rispetto ai DOC. Nella scala dei valori enologici, insomma, gli IGT si collocano immediatamente su un livello inferiore ai DOC e DOCG, ma prima dei vini da tavola. I territori di produzione sono più vasti rispetto alle DOC ed a volte interessano più Regioni.


versione stampabile

* CONSUMATORI: VARIE TIPOLOGIE DI ETICHETTE
* ETICHETTA DELLA CARNE BOVINA
* LEGA CONSUMATORI BARI E IPC INCONTRANO LE SCUOLE


Campagna dell'acqua

# Un miliardo e mezzo di persone non dispone dell'accesso all'acqua potabile. Nel 2020 esse diventeranno più di tre miliardi.

# Nel mondo in un anno la dissenteria e l'acqua non potabile uccidono decine di milioni di persone.

# Oltre la metà dell'umanità non dispone di un efficace sistema fognario.

# Il consumo medio pro capite di acqua varia dai 5,4 litri al giorno in Madagascar ai 500 litri al giorno negli USA.

# L'italiano è il primo consumatore al mondo di acqua minerale in bottiglia.

# 28 miliardi di dollari rappresentano il volume mondiale di affari per le acque minerali.

A difesa del diritto dell'acqua è stato istituito il Comitato Internazionale per la promozione di un Contratto Mondiale dell'Acqua.

I principi e le proposte del "Manifesto Italiano per il Contratto Mondiale dell'Acqua" sono:


1. l'acqua è un bene comune del'umanità;

2. l'acqua non è una merce, non è un bene economico, non ha valore di mercato;

3. la gestione dell'acqua appartiene ai cittadini, non può essere soltanto "un affare" per i distributori.


Dal Manifesto Italiano per il contratto mandiale dell'acqua emergono le seguenti maggiori priorità: " Prima Priorità: mettere la politica dell'acqua nell'agenda politica italiana; il diritto d'accesso all'acqua potabile è ancora, in certe zone, limitato sul piano qualitativo e quantitativo. La tendenza alla privatizzazione sembra imporsi nell'indifferenza quasi generale. Il primo nodo dell'agenda della politica italiana in materia d'acqua è la banale accettazione della trasformazione dell'acqua da bere comune in un bene economico privato, nella credenza che se l'acqua è trasformata in una merce con un prezzo determinato dal mercato, si può realizzare una gestione dell'acqua più efficace e nell'interesse di tutti. Seconda Priorità: promuovere la conoscenza pubblica, collettiva sui problemi dell'acqua per favorire una partecipazione effettiva dei cittadini alla gestione democratica dell'acqua a livello locale, regionale e nazionale. Terza Priorità: applicare il principio della presa a carico da parte dell'intera collettività del finanziamento dei costi relativi al diritto d'accesso, per tutti i ciitadini, ad almeno 40 litri d'acqua al giorno per persona, per usi domestici, tramite meccanismi fiscali giusti, equi e solidali". Il manifesto contenente i principi fondamentali della campagna per la promozione del Contratto Mondiale dell'Acqua, piò essere sottoscritto, anche attraverso Internet, al sito www.contrattoacqua.it.

venerdì 17 settembre 2010

RELAZIONE FARE RETE CON LA QUALITA

RELAZIONE FARE RETE CON LA QUALITA’
La Lega Consumatori Puglia insieme alle altre associazioni di tutela del consumatore, nel Programma Generale di intervento 2009 della Regione Puglia “Fare rete Con La Qualità” hanno deciso di occuparsi del problema dell'obesità e della prevenzione sanitaria dei bambini e degli adolescenti, e degli adulti poiché in questi ultimi anni il fenomeno sta assumendo aspetti sempre più preoccupanti. L'obesità dei bambini e degli adolescenti e anche degli adulti stata definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una vera e propria epidemia e da anni molti tra i più autorevoli nutrizionisti sono impegnati nel trovare una soluzione al problema, divenuto ormai di notevole rilevanza sociale, in quanto in continua crescita. Tali studiosi ribadiscono che la condizione di obesità è il risultato di diverse cause che interagiscono fra loro e che, in primo luogo, è dovuta ad una eccessiva/cattiva alimentazione, legata ad una ridotta attività fisica. Sono sempre più frequenti i bambini che trascorrono il proprio tempo libero di fronte allo schermo di un videogioco o della TV. Non sempre, purtroppo, i loro messaggi vengono ascoltati come sarebbe necessario! Ciò in quanto i ragazzi sono seguiti in pratica del loro genitori e degli adulti che passano pur troppo la maggior parte della loro giornata, o seduti in auto o dietro una scrivania !
La nostra Associazione è consapevole che il suo ruolo non può esaurirsi nella sola tutela dei consumatori e nella difesa dei loro interessi, ma deve ricomprendere nella sfera dei propri interventi anche aspetti più strettamente educativi, in modo diffondere la cultura di una prevenzione idonea a modificare i comportamenti delle persone, orientandoli verso scelte più consapevoli e più sane. Da ciò scaturisce la necessità di unire la nostra voce a quella dei nutrizionisti per diffondere il messaggio di adottare stili dì vita meno sedentari, come l’alimentazione è una parte essenziale della nostra cultura, del nostro modo di vivere, che ci lega alla casa e alla famiglia, così cosi la sicurezza alimentare rappresenta una parte importante della salute, l’associazione Lega Consumatori insieme ad altre associazioni come ACU , Casa del Consumatore, ADOC, facenti parte del Istituto Pugliese del Consumo, hanno inteso offrire un contributo concreto ed efficace nel informare e formare tramite opuscoli e convegni  i consumatori e le proprie famiglie della Regione Puglia, sulle caratteristiche degli alimenti e sul loro consumo appropriato con particolare favore ai prodotti della nostra terra. I fascicoli prodotti e convegni tenuti da professionisti del settore  per informare sulla conoscenza  fornendo inoltre dei consigli, per attuare un sistema di  sicurezza  alimentare, finalizzato alla tutela della salute e alla sensibilizzazione di per un consumo attento alla dignità di chi lavora e  di chi produce il bene. Ci auguriamo che questo piccolo contributo possa rappresentare uno strumento per le famiglie e per tutti coloro che intendono seguire uno stile di vita e una convivenza serena e civile. Nei nostri convegni e presso i nostri sportelli nostri consulenti hanno spiegato e risposto ad una moltitudine di persone sui seguenti argomenti:

Le azioni svolte:  ricerche sulla alimentazione per la creazione dell’opuscolo “Salute e abitudini alimentari: scelte consapevoli”.
Ha organizzato seminari presso gli Uffici della Lega Consumatori di Leverano al Personale delle associazioni sui temi oggetto della Campagna. Relatori dei Seminari sono stati l’Avv. Daniele Pisanello, esperto il legislazione alimentare, ed il Dott. Francesco D’Agostino, biologo nutrizionista.
Si è provveduto a realizzare materiale informativo (manifesti, brochures, opuscoli informativi, etc.) da distribuire attraverso le reti degli sportelli.
Abbiamo realizzato n°2 cicli di trasmissioni televisive: nella sede di Barletta e nella sede di Leverano.
Nell’ambito della sesta edizione “Birra & Sound”, tenutasi a Leverano dal 3 all’8 agosto 2010, era presente un nostro stand, con lo scopo principale di avvisare i cittadini riguardo i pericoli dell’abuso di sostante alcoliche. La nostra presenza è stata particolarmente apprezzata non solo dai cittadini, ma dagli stessi organizzatori, che hanno premiato il nostro impegno nella serata conclusiva con una targhetta commemorativa e plauso delle aytorità politiche ed amministrative. In tale occasione, non si è ovviamente tralasciato di informare i consumatori dei loro diritti, attraverso la distribuzione di brochure informative sui prodotti bancari e l’attività di conciliazione della nostra associazione verso le società telefoniche e di servizi varii.
Abbiamo provveduto a fornire assistenza e consulenza ai cittadini attraverso le reti degli sportelli della Lega Consumatori.



ARGOMENTI TRATTATI DAI NOSTRI CONSULENTI ALIMENTARISTI

COSA E QUANTO MANGIARE PER SEGUIRE UNA DIETA CORRETTA
Per soddisfare le esigenze del nostro organismo è necessario introdurre tutti i principi nutritivi in proporzioni diverse. La piramide alimentare è un ottimo sistema per capire cosa mangiare: alla base ci sono i carboidrati (cereali, pasta, pane, riso e patate), sopra ci sono frutta e verdura insieme a latte e yogurt, quindi uova ed insaccati, formaggi, carne, legumi, pesce ed infine grassi da condimento e zucchero (di cui è consigliato un uso limitato).
Precisamente la dieta dovrebbe essere composta da: Carboidrati 55-65% di cui semplici (zucchero) al massimo un 10% e complessi (pane pasta, riso, patate) il restante 45%, Lipidi 30%, Proteine 15% (precisamente 1 grammo per Kg di peso corporeo ideale).


Il nostro sistema immunitario ci protegge da batteri, virus e altri organismi cause di malattie. È un complesso ed efficiente sistema di difesa. Può la nostra alimentazione influire sul sistema immunitario?

Il sistema immunitario ci protegge dalle malattie. Data la sua complessità, è estremamente difficile stabilire quale possa essere l'influenza della nostra alimentazione, tuttavia, i risultati di alcune ricerche hanno individuato che alcuni fattori dietetici incidono sulla reazione immunitaria umana. L'apporto di energia sembra incidere in modo significativo sull'attività immunitaria, infatti la popolazione sottoalimentata corre maggior rischio di infezioni. Anche i regimi dimagranti che prevedono un apporto giornaliero inferiore a 1200 calorie, possono indebolire la funzione immunitaria; un'ottima ragione per evitare le dannose "diete-lampo". Per contro, anche un eccessivo apporto di
energia può compromettere la capacità del sistema immunitario di combattere le infezioni. L'obesità, infatti, è spesso legata ad un aumento delle malattie infettive. Le persone obese, inoltre, sono più esposte all'insorgenza di cardiopatie coronariche che, a loro volta, sono collegate ad alcune alterazioni della funzione immunitaria. Ridurre la quantità di grassi nella propria alimentazione è importante al fine di tenere sotto controllo il peso, ma sembra anche incidere sul buon funzionamento del sistema immunitario. Le diete ad alto contenuto di grassi sembrano ridurre l'efficacia della reazione immunitaria facendo aumentare il rischio di infezioni. La riduzione del contenuto di grasso nella dieta può aumentare l'attività immunitaria, che può non solo combattere le infezioni, ma anche rafforzare le cellule immunitarie che combattono le cellule tumorali. Ma attenzione, non è importante solamente la quantità di grasso, è determinante anche la sua origine. Poiché abbiamo bisogno di un apporto equilibrato di diversi acidi grassi, è importante includere nella nostra dieta pesce azzurro, noci, olio di soia o oli di semi. Il consumo regolare di prodotti caseari fermentati quali lo yogurt o il kefir (prodotto da fermentazione del latte con una flora composta da lieviti e batteri lattici) può rafforzare le difese immunitarie dell'intestino. Sono tuttavia necessarie ulteriori ricerche per completare questo studio. Per lavorare efficacemente, il sistema immunitario ha bisogno di un apporto regolare di vitamine e sali minerali. Ciò può essere ottenuto attraverso un regime alimentare ben equilibrato che prevede il consumo regolare di frutta e verdura e di prodotti caseari fermentati come lo yogurt. Fino ad oggi, la maggior parte delle ricerche dimostra che gli integratori di vitamine e minerali non sono necessari per stimolare una particolare reazione immunitaria in soggetti sani e ben nutriti. Mentre, uno studio recente condotto su persone anziane ha dimostrato che integratori possono rinforzare il sistema immunitario.


Per intolleranza si intende la reazione anomala dell'organismo ad una sostanza estranea, non mediata dal sistema immunitario. Un esempio classico di intolleranza è quella al lattosio (zucchero del latte). L'intolleranza al lattosio è un difetto genetico e consiste nella scarsa o assente produzione di un enzima chiamato lattasi, la cui funzione è quella di digerire il lattosio.
Le intolleranze alimentari derivano dall'impossibilità dell'organismo di digerire un dato alimento, a causa di difetti metabolici che possono essere causati dallo stile di vita, da stati emotivi alterati o, a volte, dall'assunzione di antibiotici. Si manifestano con una sintomatologia generale varia o con modificazioni cutanee e spesso sono correlate a disordini, in eccesso o in difetto, del peso corporeo.
Le intolleranze sono riconducibili all'accumulo nel tempo delle sostanze responsabili di ipersensibilità. Considerato il periodo di latenza, non è facile accettare e comprendere un'improvvisa intolleranza a cibi inclusi nella nostra alimentazione quotidiana, come frumento, olio di oliva, latticini, ecc.
L'articolo della dottoressa Michela Trevisan illustra concisamente ma in modo esauriente i vari aspetti delle intolleranze alimentari:


·         il concetto di starter
·         i tipi di test [su campioni di sangue, sulla tensione muscolare (kinesiologici ed elettrici)]
·         quando sospettare un'intolleranza
·         come curarla
Le intolleranze alimentari possono provocare, oltre che reazioni cutanee e respiratorie, anche cefalee, crisi ipertensive, ulcere gastroduodenali, colite ulcerosa, Morbo di Crohn, artralgie, mialgie, orticaria, dermatiti, acne, psoriasi, edemi, obesità, cellulite ... quindi è importante essere al corrente della loro esistenza!

E IL LATTE?
Il latte non è quella panacea che ci hanno fatto credere … anzi, intolleranza al lattosio e difficoltà di digestione del latte, secondo studi recentissimi, colpiscono circa i due terzi della popolazione mondiale. Forse perché il latte è l'alimento destinato alla crescita dei vitelli e l'uomo è l'unico che si nutre della secrezione mammaria di un altro essere?
Circa il 75% della popolazione mondiale perde l'attività enzimatica della lattasi dopo lo svezzamento. Oggi si parla di individui "lattasi persistenti" per definire coloro che mantengono la capacità di produrre l'enzima indispensabile ad una metabolizzazione del latte che non provochi problemi; uno fra tutti: l'emicrania. Non vi è ragione per la quale gli individui intolleranti al lattosio debbano sforzarsi di bere latte. In realtà il latte non offre alcun nutriente che non possa essere trovato in forma più salutare in altri cibi. Sorprendentemente, bere latte non sembra nemmeno prevenire l'osteoporosi ed ha tante altre controindicazioni.
E poi una considerazione etica: molte persone, la maggior parte purtroppo, sono convinte che la produzione del latte non abbia a che fare con lo sfruttamento degli animali. In realtà l'industria casearia è responsabile di grande sofferenza. Il latte è l'alimento destinato a nutrire i piccoli, perciò per ottenerne in abbondanza e con continuità, la mucca viene ingravidata ogni anno (la gestazione dura nove mesi) e dopo pochi anni, appena la lattazione diminuisce viene destinate al macello. Il vitellino, sottoprodotto lucroso di questo ramo industriale, allattato per alcuni giorni, è allontanato per proseguire il suo infelice tragitto verso la tavola. La madre lo cerca per giorni muggendo lamentosamente, ma tanto è solo una macchina da latte (a cui sono somministrati medicinali che la rendano più potente): le vengono attaccate due volte al giorno delle pompe meccaniche per stimolare la produzione e alla fine della sua breve vita le mammelle saranno tanto allungate da non poter servire neanche ad allattare per poco l'ultimo vitellino. La macchina da latte che arriva al macello è uno degli animali più intensivamente sfruttati e maltrattati del nostro tempo. ALIMENTAZIONE ED EFFICIENZA MENTALE - I cibi e le abitudini che aiutano la mente ...
La colazione è molto importante per mantenere una mente efficiente; gli ultimi studi hanno confermato che bambini che hanno fatto colazione ottengono migliori risultati nei test, rispetto ai bambini a digiuno. L'effetto è dovuto all'aumento di glucosio nel sangue che a sua volta provoca nel cervello l'aumento di acetilcolina (un neurotrasmettitore). Secondo i ricercatori che lavorano in questo campo, come il Professor David Benton dell'Università del Galles (Wales University), l'acetilcolina è coinvolta nei processi della memoria poiché è stato dimostrato che le sostanze che ne bloccano la produzione distruggono la memoria, riducendo in particolare la capacità di memorizzare informazioni nuove.
Importanti anche i cereali integrali e quelli arricchiti che contengono vitamina B1 che è coinvolta nella produzione di acetilcolina. Sottolineo che quasi tutti gli obesi non fanno colazione e che quindi c'è una correlazione tra mancata colazione e mantenimento di un peso ragionevole. Importante poi nel lungo termine una alimentazione corretta e bilanciata, infatti è dimostrato che carenze di ferro inducono un abbassamento della capacita di concentrazione, memorizzazione e addirittura del quoziente intellettivo.
Oltre alla carenza di ferro a cui le donne sono più sensibili, si possono avere problemi anche con la carenza di Iodio, che ha influenza sulle capacità decisionali e sullo spirito di iniziativa. Fortunatamente le carenze di Iodio, oggi, sono presenti solo in alcune zone dell'Europa e in paesi in via di sviluppo, mentre da noi sono rare grazie al consumo di sale iodato, di pesce, di molluschi, di carne, latte e uova.
Importante inoltre l'acqua, essendo dimostrato che uno stato di disidratazione (anche lieve) implica una riduzione delle prestazioni mentali; è importante assumere spesso acqua in piccole quantità, ricordandosi che quando si ha sete si è già in stato di disidratazione.
Il caffè, e in particolare la caffeina, è un aiuto per la mente, migliora il livello di attenzione e migliora le prestazioni intellettive anche di un 10%, ma è importante non esagerare: due, tre tazzine al giorno sono sufficienti e contrastano la normale sonnolenza dopo i pasti.

L'IMPORTANZA DELLA PRIMA COLAZIONE - Decisiva in una corretta gestione del peso
Durante il lungo digiuno notturno il nostro organismo attinge alle riserve epatiche di glicogeno (catene di glucosio) per mantenere in funzione il nostro organismo; dopo 10-12 ore di digiuno però, siamo al limite delle riserve, allora cominciamo ad attingere alle proteine muscolari e ai grassi (in minor quantità) per produrre glucosio. Questo meccanismo fa entrare il corpo in chetosi, che è quella situazione fisiologica in qui si bruciano le proteine e i grassi. Fisicamente ce ne accorgiamo per l'alito pesante e per lo scarso appetito, con una leggera sensazione di nausea.
La risposta fisiologica successiva al digiuno si trasforma in un pranzo o cena abbondanti, affrontati con voracità, con un'ondata di piena al fegato e agli organi digestivi e con un massiccio immagazzinamento di grassi (dovuta alla miglior risposta insulinica creata dal digiuno).
Studi hanno dimostrato che la maggior parte delle persone obese, solitamente non fa colazione o si limita ad un caffè; una buona colazione si dimostra quindi un modo per controllare il peso. La colazione deve essere considerata uno dei tre pasti principali e dare il 15-20% delle calorie di tutta la giornata. Se non si ha fame subito, basta assumere un bicchiere di acqua con un cucchiaino di zucchero in questo modo si blocca la chetosi.
L'alimento principe dovrebbe essere il latte parzialmente scremato (quello intero sì dà solo ai bambini) meglio se non zuccherato, con una fonte di amidi come pane o fette biscottate, quindi marmellata o miele.
Se non si riesce a digerire il latte (intolleranza al lattosio) si può utilizzare il latte delattosato. Importante ricordare che buona parte dell'apporto di calcio è dato proprio dal latte, il quale è importantissimo sia nei bambini (per il raggiungimento del picco osseo), che nelle donne adulte più esposte al rischio di osteoporosi.

ALIMENTAZIONE E SINDROME PREMESTRUALE (PMS): c'è un collegamento?
Si chiama sindrome perché comprende una serie di disturbi di tipo fisico, psicologico e comportamentale, di intensità estremamente variabile, che si possono manifestare nelle donne in età fertile, prima e durante la mestruazione.
A dispetto della superficialità con cui spesso viene trattato, il quadro di sintomi relativi alla PMS può anche risultare invalidante sul breve periodo e presenta un significativa incidenza che va dal 3 all'8% della popolazione femminile.
Il quadro fisico include tensione mammaria, gonfiore addominale, ritenzione di liquidi, cefalea, mentre i sintomi psico-emozionali si presentano in forma di ansietà, depressione, irritabilità, modificazioni del tono di umore, riduzione della libido, pianto.
Anche se non ancora completamente verificate, le cause sono da attribuirsi alle modificazioni ormonali cicliche ed in particolare all'aumento di livello di prolattina e ormoni maschili, con conseguente riduzione della quota di progesterone; è provato da alcuni studi anche un coinvolgimento della serotonina, il neurotrasmettitore implicato nella regolazione del metabolismo glucidico e del tono dell'umore.
Il collegamento tra sindrome premestruale, alimentazione e aspetti terapeutici non è ancora molto chiaro, ma recenti ricerche confermano che lo scatenarsi di sintomi quali ansia, edemi, difficoltà di concentrazione e depressione, si attenuano con l'assunzione di cibi che contengono magnesio e vitamina B in grandi quantità.
L'adozione di un'alimentazione vegetariana, da seguire nell'arco dell'intero mese e non soltanto prima del ciclo, completamente priva di prodotti di derivazione animale e comprendente quantità minime di grassi vegetali è risultata efficace nel trattamento della sindrome premestruale e anche dei dolori mestruali.





RELAZIONE TUTELA GIURIDICA


RELAZIONE  SUL PROGRAMMA TUTELA GIURIDICA
IL CONSUMATORE E LA SUA TUTELA
Le. «parti contrattualmente deboli», ovverosia i Consumatori, sono ormai divenuti una folta categoria di soggetti, meritevoli di tutela e titolari di alcuni diritti fondamentali in materia di salute e sicurezza, interessi economici, risarcimento dei danni, informazione ed educazio­ne, rappresentanza.
Dagli anni '70 ad oggi è stata elaborata, dapprima a livello comuni­tario e poi recepita, in modo più o meno pieno, a livello nazionale, una disciplina specifica, dettagliata e completa, che mira alla protezione dei Consumatori.
Il legislatore italiano si è adeguato, sempre più puntualmente, alla volontà legislativa comunitaria, confermando la definizione di Consumatore, inteso come persona fisica che agisce per scopi estranei alla sua attività professio­nale, e recependo soprattutto la normativa comunitaria in materia di clausole abusive, che ha rappresentato un significativo passo avanti per risolvere il problema della tutela del contraente debole, soprattutto in alcuni settori, come quello dei servizi finanziari e di natura creditizia.
La Lega Consumatori Puglia, nell’ambito del progetto Tutela Giuridica, ha posto costantemente la sua attenzio­ne alle problematiche del settore, studiate ed approfondite in occasione della trattazione di alcuni casi pratici e concreti, che hanno fatto emergere un dato allarmante: spesso i Consu­matori sono vittime di sorprendenti raggiri ad opera delle Controparti «professionali» più «insospettabili» (società di energia elettrica, telefonia fissa e mobile, gas, etc.).
Nell’attività svolta presso i nostri sportelli e pagode realizzate, in vari comuni della regione Puglia, si è presa in esame tutta la materia, in un'ampia panorami­ca, considerandone l'evoluzione legislativa in ambito comunitario e nazionale, prestando attenzione in particolar modo alle «clausole abusive o vessato­rie», vere e proprie trappole che determinano accentuati squilibri nella posizione del consumatore. Ciò è avvenuto informando quest’ultimo sulle modalità di rapido accesso alla giustizia sia giudiziale che estragiudiziale (conciliazione) e sulle possibilità di vedere efficacemente tutelati i propri diritti ed interessi anche nel caso, fre­quente, di controversie transfrontaliere, ormai numerose in un mercato sempre più «globale».
L'Unione Europea conta oggi 370 milioni di Consumatori e gli Stati hanno elaborato politiche di tutela degli interessi specifici degli stessi, riconoscendo loro alcuni diritti fondamentali in materia di salute e sicurezza, interessi economici, risarcimento dei danni, informazione ed educazione, rappresentanza.
La volontà politica in materia si è manifestata in embrione nella metà degli anni '70, allorché la Commissione europea ha presentato il primo programma di azione relativo alla protezione dei consumatori (CUCE n. 92 del 25/4/1975).
E, sempre, dagli inizi degli anni'70, è stata avviata nel settore del credito al consumo l'elaborazione di una disciplina comunitaria di tutela delle parti contraenti più deboli. Tale disciplina si è sostanziata in opportuni provvedimenti legislativi, quali le due importanti Direttive CEE (la n. 87/102 del 22/12/1986 e la n. 90/88 del 22/2/1990), disciplinan­ti il sistema di determinazione del Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG).
Il legislatore comunitario ha intuito che il miglior modo di tutelare il consumatore è quello di prevedere una normativa specifica di carat­tere generale, che istituisca controlli sul sistema informativo e sulla distribuzione dei rischi delle operazioni fra i soggetti di diritto, tentando anche di giovarsi di strumenti difensivi non solo privatistici.
Il Titolo XI del Trattato di Maastricht (firmato il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1° novembre 1993 che ha modificato il Trattato istitutivo della CEE) è infatti dedicato alla protezione dei consumatori e vi si prevedono azioni specifiche di sostegno e di integrazione della politica svolta dai Paesi comunitari.
Sempre in ambito europeo, ma al di fuori della Comunità Europea, è stata stilata la Carta Europea di protezione del consumatore, approvata dall'Assemblea Consultiva del Consiglio d'Europa. In essa si elencano i diritti da garantire ai Consumatori nei singoli Paesi aderenti, sottolineando in particolar modo il diritto al diritto al risarcimento del danno, alla informazione e alla rappresentanza.
L’associazione Lega Consumatori, nell’ambito del Programma dell’intervento, denominato “Tutela Giuridica”,  nell’ambito del Programma Generale della Regione Puglia (la Puglia Per  i Consumatori) nelle province di Barletta, Bari e Lecce, ha informato gli utenti – consumatori, tramite i suoi sportelli e tramite consulenze di esperti nel settore condominiale.
In data 1, 2 e 3 luglio 2010 si è tenuto presso l’Ufficio Lega Consumatori Leverano alla Via Fontana n°48 un sitting di informazione sulle modalità di pagamento dei tributi, con relatore il Dottore Commercialista Francesco Cazzolla ed informazioni sulla conciliazione tenuto dall’Avv. Salvatore Pinnetta.
Nell’ambito della normale attività di sportello, sono stati presentati reclami di avverso bollette ingiustificate verso diverse società, ed avviate numerose procedure di conciliazione presso ilo Corecom di Bari nei confronti di compagnie telefoniche.
Si è continuata, infine, l’informazione dei consumatori sui loro diritti in ambito finanziario/bancario, legale e nei confronti di società fornitrici di servizi, con la distribuzione di opuscoli e consulenza legale. Si è provveduto, infine, a curare la pubblicazione di un opuscolo informativo del Decreto Bersani, con particolare riferimento ai servizi legali, curato dall’Avv. Pinnetta Salvatore.

LEGA CONSUMATORI..
IL Presidente Regionale
   Abramo Zecca